Revoca dell'amministratore di condominio: quando è possibile e quali maggioranze servono
L'assemblea può revocare l'amministratore in qualsiasi momento. Ma con quali maggioranze? E quando serve il giudice? Guida chiara a revoca assembleare e giudiziale.

La revoca dell'amministratore è un diritto dell'assemblea e può avvenire in due modi: per via assembleare o, nei casi più gravi, per via giudiziale. Capire quale strada seguire e quali maggioranze servono evita passi falsi.
Revoca assembleare: in qualsiasi momento
L'assemblea può revocare l'amministratore in ogni momento, anche prima della scadenza del mandato annuale e senza dover indicare una motivazione. È lo strumento più usato ed è del tutto legittimo.
Le maggioranze necessarie
Per deliberare la revoca (e contestualmente la nomina del nuovo amministratore) serve, in seconda convocazione, il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio (500 millesimi). In prima convocazione le maggioranze sono più alte e difficilmente raggiungibili: per questo la delibera avviene quasi sempre in seconda convocazione.
Revoca alla scadenza o al mancato rinnovo
Il mandato dura un anno e si intende rinnovato per un altro anno. L'assemblea, però, può decidere di non rinnovarlo e nominare un nuovo amministratore: anche questo è, di fatto, un cambio di gestione senza necessità di conflitti.
Revoca giudiziale: quando c'è di mezzo il giudice
In presenza di gravi irregolarità, ciascun condòmino può rivolgersi al Tribunale per ottenere la revoca, anche senza attendere l'assemblea. Tra i casi previsti dalla legge:
- mancata presentazione del rendiconto o gravi irregolarità contabili;
- mancato utilizzo del conto corrente intestato al condominio;
- omessa comunicazione di citazioni o provvedimenti che esulano dalle sue competenze;
- mancata esecuzione di deliberazioni assembleari;
- gestione poco trasparente dei fondi condominiali.
Revoca e dimissioni: attenzione a non confonderle
La revoca è decisa dal condominio; le dimissioni, invece, sono una scelta dell'amministratore. In entrambi i casi resta l'obbligo di garantire la continuità della gestione e il passaggio di consegne.
Il consiglio pratico
Prima dell'assemblea, verifica di avere i numeri: contare in anticipo i millesimi favorevoli evita riunioni andate a vuoto. Ti aiutiamo noi a fare questa verifica e a preparare correttamente l'ordine del giorno.
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Serve una motivazione per revocare l'amministratore in assemblea?
No. La revoca assembleare non richiede una giusta causa: è sufficiente la volontà dell'assemblea con le maggioranze di legge.
Un solo condòmino può ottenere la revoca?
Non in assemblea, dove servono le maggioranze. Ma in presenza di gravi irregolarità, anche un singolo condòmino può chiedere la revoca giudiziale al Tribunale.
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